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Itinerari su Roma

 

La Città Eterna non ha bisogno di presentazioni.

Qui Vi proponiamo solo alcuni punti di partenza per iniziare il Vostro viaggio attraverso la città e la sua storia.

 

Itinerari proposti

 

Dal Campidoglio a piazza Venezia

Il colle, in antichità, rappresentava la sovranità militare, civile e religiosa di Roma. Simbolizzava la magistratura. La sua poderosa struttura, dominando il guado del Tevere, lo rendeva idoneo a svolgere funzioni difensive e a divenire la sede privilegiata del potere; si stipulavano patti e si discutevano trattati; si prendevano gli auspici; si celebravano i trionfi; si pronunciavano ed eseguivano sentenze. Il Campidoglio è il più basso dei colli romani.

 

Da via dei Fori Imperiali al Colosseo

Il Foro Romano nasce nella parte bassa della valle creata dall'azione erosiva del Tevere lungo i fianchi di quelle lave vulcaniche dalle quali si sarebbero originati i sette colli.

 

Via Appia Antica

La Via Appia Antica è una delle strade di Roma antica che meglio si sono conservate fino ai giorni nostri. Aperta dal censore Appio Claudio Cieco nel 312 a.C., che fece ampliare una strada preesistente che collegava Roma con le colline di Albano, la via fu presto denominata regina viarum, ossia la regina delle strade, in quanto nel 191 a.C. fu prolungata fino a Brindisi, divenendo così il principale sbocco di Roma per i suoi traffici con l'Oriente.

 

Via Veneto e dintorni

Via Veneto, ampia e alberata arteria umbertina, è legata dalla metà del secolo scorso alla vivida cronaca di mondani trascorsi cinematografici e per questo incarna nella memoria collettiva il centro di quella che fu comunemente detta la "dolce vita". La strada, che parte dalla Porta Pinciana ai confini con Villa Borghese, si cala con andamento snodato e serpentino fino alle viscere della Roma barocca, costituendo una elegante cerniera urbanistica tra l'antico e il moderno.

 

La Suburra

La Suburra, il cui nome ha la stessa origine del termine latino suburbium (cioè sottostante alla città, al di fuori dell'urbs, ossia del primitivo stanziamento patrizio sul Palatino), costituiva la parte più popolare di Roma antica: un dedalo di viuzze, botteghe, mercati, catapecchie e insulae, i palazzi a più piani con appartamenti d'affitto.

 

Da San Giovanni in Laterano a Santa Croce in Gerusalemme

Il complesso del Laterano costituisce uno dei luoghi più significativi e centrali nella storia di Roma e della Chiesa, da quando nel 313, con l'Editto di Milano, Costantino, assicurò libertà di culto ai cristiani dell'impero.

 

Il Celio

Anticamente il Celio era ricoperto interamente di querce, era chiamato mons Querquetulanus. In seguito derivò il suo nome attuale da aile Vipinnas, il condottiero etrusco Celio Vibenna. La zona compresa tra piazza di Porta Capena e piazzale Numa Pompilio rappresenta il cuore di una vasta area archeologica, che parte dal Foro Romano, passa dal Circo Massimo e dalle Terme di Caracalla e conduce fino a Porta San Sebastiano e all'Appia Antica.

 

L'Aventino e dintorni

Tra i sette colli di Roma, l'Aventino può essere considerato il colle della poesia. Suggestionati dalla sua serena bellezza, grandi poeti come D'Annunzio e Carducci ne hanno cantato lo splendore nei loro versi; lo stesso Mazzini, al quale è dedicato il monumento nella piazza oggi intitolata a Ugo La Malfa, affacciandosi da quello stesso punto verso la città, abbassò lo sguardo attonito, senza sorridere di fronte a tanta magnificenza. Numerose sono le interpretazioni del nome Aventino: qualcuno lo fa derivare da aves, gli uccelli scorti da questo colle da Remo durante la gara con il fratello Romolo per decidere in quale luogo dovesse sorgere Roma, altri dal termine adventus, raduno, per le riunioni che vi tenevano i plebei in occasione delle celebrazioni di Diana. Un'antica leggenda, inoltre, narra che vi sarebbe stato sepolto il re di Albalonga, Aventinus, dopo che un fulmine lo aveva ucciso. Durante la Monarchia e la Repubblica l'Aventino fu il quartiere della plebe di Roma. Nel 451 a.C. la plebe si ritirò in armi sull'Aventino dopo un ennesimo sopruso della cerchia dei decemviri, capitanati da Appio Claudio, eletti per redigere le Dodici Tavole e presto trasformatisi in oligarchi. La crisi politica si concluse con il suicidio di Appio Claudio, l'ottenimento dei diritti richiesti e il rientro della plebe in città. L'Aventino fu anche il luogo dell'estrema esistenza di Caio Gracco e dei suoi sostenitori e in età; contemporanea, furono detti "aventiniani" i deputati italiani che, nel 1924, rifiutarono di rientrare nell'aula di Montecitorio per protestare contro il delitto Matteotti. Trasformatosi tra la Repubblica e l'Impero in luogo di dimore lussuose, sull'Aventino sorsero le Terme Surane, quelle Deciane e quelle di Varo e Silicone. Per il suo lusso fu la zona di Roma che più delle altre soffrì il saccheggio dei Goti di Alarico nel 410 d.C. Dopo il sacco l'Aventino si spopolò e divenne così deserto da essere preferito da monaci e religiosi come sede di cenobi o eremitaggi. Rimasto solitario e suggestivo sino alla fine dell'Ottocento, come testimoniano gli acquarelli di Ettore Roesler Franz, nel corso del Novecento l'Aventino si trasformò in un esclusivo quartiere residenziale dove lussuosi immobili si mescolano agli antichi affascinanti edifici. Da non perdere: Santa Sabina, i Santi Bonifacio e Alessio, il Priorato di Malta, Santa Prisca, la Piramide di Caio Cestio, Monte Testaccio.

 

Il Foro Boiano

L'area del Foro Boario risulta del massimo interesse perché essa è legata agli albori della città, e ancora più importante è quel tratto del Tevere, dove ora sono le rovine del cinquecentesco Ponte Rotto. Le indagini archeologiche ci dicono che intorno all'anno 1000 a.C. si formarono piccoli insediamenti di capanne sul Palatino e sulle altre colline nella piana del Tevere che, a partire dall'VIII secolo, si sarebbero uniti dando vita alla città di Roma. La crescita di questi primitivi insediamenti, costituiti da Latini, Sabini ed Etruschi, fu incentivata dalla opportunità di sviluppare attività mercantili lungo il fiume. Il sale, preziosissimo perché utilizzato nell'allevamento del bestiame e per la conservazione delle carni, veniva estratto alla foce del Tevere, presso Ostia, e quindi trasportato verso le regioni dell'interno attraverso quella pista che sarebbe divenuta la via Salaria. Ma c'era soprattutto un elemento che rese la vicinanza del fiume fondamentale per i destini dei gruppi che abitavano all'epoca il sito del Palatino e degli altri colli: il guado situato a valle dell'Isola Tiberina. Sostituito in seguito dal famoso Ponte Sublicio, questo guado metteva in comunicazione le due piste percorse dagli allevatori di bestiame: la pista che portava verso il Settentrione etrusco e quella che conduceva al Meridione greco, divenute in seguito la via Aurelia e la via Appia. Controllando questo tratto del fiume a poca distanza dall'Isola Tiberina, i primi Romani riuscirono a beneficiare degli intensi scambi tra le due aree e a conseguire rapidamente una posizione di prestigio. Non a caso la riva prospiciente venne detta, sino al tempo dell'impero, Foro Boario, il mercato dei buoi. A sinistra dei resti del Circo Massimo si erge il versante meridionale del colle del Palatino, con gli spettacolari resti dei palazzi imperiali. Da non perdere: Santa Maria in Cosmedin, la Bocca della Verità, l'Ara Massima di Ercole, il Tempio di Ercole Vincitore e il Tempio di Portuno, San Giorgio in Velabro, il Circo Massimo, il Palatino, la Casa di Augusto.

 

La Passeggiata Archeologica
Le grandi emergenze archeologiche del territorio hanno il loro centro nei maestosi ruderi delle Terme di Caracalla; il viale ad esse intitolato costituisce l'asse principale della cosiddetta "Passeggiata Archeologica" e del nostro itinerario. Questa strada, con la sua prosecuzione via di Porta San Sebastiano, ricalca il tracciato urbano della via Appia, che aveva origine dall'antica Porta Capena delle cosiddette Mura Serviane e che era affiancata da sepolcreti, oggi conservati sul lato della strada. Dopo la fine dell'età imperiale, lungo questa direttrice sorsero alcuni importanti conventi, come quelli di Santa Maria in Tempulo, di San Sisto Vecchio, dei Santi Nereo e Achilleo e di San Cesareo, che spesso assolvevano a compiti di accoglienza per i pellegrini che provenivano dal Sud della penisola. Nei secoli del Medioevo furono questi centri a mantenere in vita, sebbene in stato di semiabbandono questo estremo lembo del territorio urbano entro le Mura Aureliane. Solo dal Rinascimento in poi, con gli importanti ritrovamenti archeologici effettuati nelle Terme di Caracalla, cominciò per l'area un lento progressivo recupero. Dopo l'unità d'Italia, gli interventi mirarono alla tutela degli antichi monumenti, minacciati dalla improvvisa e massiccia urbanizzazione che si verificò nei nuovi quartieri limitrofi, da Testaccio San Giovanni. Con il Ventennio fascista i sogni di fare di quest'area un grande parco archeologico tramontarono e i grandi viali realizzati ad esclusivo uso pedonale divennero arterie di grande scorrimento per il traffico cittadino diretto verso il nuovo quartiere dell'EUR. Da non perdere: Santa Balbina, le Terme di Caracalla, i Santi Nereo e Achilleo, le Mura.

 

Ostia Antica

Vale senz'altro la pena dedicare un giorno del vostro tour romano alla visita dell'area archeologica di Ostia Antica. Al vostro arrivo sarete trasportati in una tipica antica città romana, di cui rimangono suggestive rovine che testimoniano la vita quotidiana di chi l'ha abitata in passato. Scoprirete così le tipiche abitazioni dell'epoca, gli edifici religiosi, i magazzini, il teatro e gli edifici pubblici, una passeggiata nella storia in un contesto davvero indimenticabile.

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